P A S T O R A L E

g  i  o  v  a  n  i  l  e

p a s t o r a l e  g i o v a n i l e

     Sr. Erika di Gesù, eam

DISCOTECA
"il Santuario"

"Sorgente dove sei?...
Dove sei, sorgente?"
(Giovanni Paolo II)

Venerdì santo, incontro un vecchio amico: dopo qualche battuta iniziale, si risveglia la confidenza di un tempo, come fosse ieri la nostra giovinezza. Confido gioie e dolori nella mia amicizia con i giovani.

Sento che questa Pasqua non sarà diversa, per molti di loro, dalla Pasqua degli anni scorsi, nonostante gli incontri nel gruppo Giovani Amore Misericordioso della Parrocchia di Collevalenza.

Non sanno dov’è la sorgente.

Un passo indietro.

Quel giorno, invio un sms ai ragazzi con l’invito a partecipare alla liturgia della croce e alla veglia pasquale, il sabato sera.

Ricevo un solo diniego scritto. Il resto del gruppo: silenzio. Nessuno dice che verrà. Nessuno che non verrà. Li invito a festeggiare la Pasqua insieme, dopo la veglia. Silenzio.

Quando li vedo, qualcuno di loro accenna al messaggio. Meno male, penso… Almeno ne parlano.

Mi dicono che non hanno capito niente.

Per chi non conosce il giovanilese: vogliono dire che non sarebbero venuti.

Almeno adesso lo so. Potrei incassare, da brava combattente! Invece…

Tristezza…

Domenica mattina qualcuno c’è, alla Messa di Pasqua. In fondo alla Chiesa.

Anche durante la veglia, alcune ragazze si affacciano. Le vedo cantare il canto del mare.

Il canto della vittoria. Il passaggio dalla morte alla vita, alla libertà.

Dalla tristezza alla danza.

Vorrei tanto ballare, come Maria, la profetessa sorella di Aronne:

Cantate al signore,

perché ha mirabilmente trionfato:

cavallo e cavaliere ha gettato nel mare.

Dopo la Messa, vado a trovare un’amica malata e quasi sempre triste.

E con lei, vinta dalla tristezza, mi lascio andare.

La mia amica mi consola con affetto, prendendomi una mano, dandomi baci, dimenticando la sua pena per alleviare la mia. "Non farti vedere così", mi dice con voce sofferente. Nonostante la certezza morale della vittoria, ho perso una battaglia.

I ragazzi non sono venuti a Messa, sono andati in discoteca! Non abbiamo festeggiato tutti insieme, se non con sr. Lidia e due ragazze acchiappate per caso. Ma l’amarezza esce fuori e diventa dolce.

E ritorna la voglia di ballare!

… e danza

Rammento la Messa di Domenica delle Palme: quaranta ragazzi di Roma e Fratta Todina agitano gli ulivi, al termine del Campo ragazzi.

Sembrano ebrei! Mi volto, quasi per cercare Gesù in persona, tra la folla!

Sopportano con coraggio la lettura della Passione, rimanendo in piedi nonostante la stanchezza.

Saranno ancora così, quando cresceranno?

Preferiranno altre voci, assordanti, false?

La Verità, la Vita trionfa.

E nessuno se ne accorge…

Con i giovani arriva l’ora del confronto.

Lunedì dell’angelo, in serata, li cerco, li aspetto… e li trovo al bar, nella piazza del Santuario, loro dimora preferita. Pian piano arrivano quasi tutti, in moto e a bordo di macchine sonore, un po’ spavaldi, ma sinceri come sempre. "Perché avete preferito una notte in discoteca, che la Messa di Pasqua?".

Mi spiegano, si dilungano in particolari, mentre procedo a una vera e propria intervista.

"Perché era gratis! Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che è gratis!".

Anche la Messa è gratis. Tante cose belle lo sono… La Pasqua lo è, veramente!

"Per divertirsi, stare tutti insieme, incontrare persone che ti piacciono, ascoltare il DJ che ti piace, stringere amicizie con chi non conosci, magari è pure carino/a…". "Avete ballato?". Domando.

"Le canzoni che ci piacciono". "E poi c’erano cinque cubiste. Quattro carine ed una no".

Qualcuno mi dice che un gruppetto di ragazzi gli ha chiesto: "Scusa, ma ce l’hai l’erba?".

Uno della comitiva ha risposto scherzando: "Guarda fuori quanta ce n’è!".

Una ragazza vuole che annoti: "I tacchi fanno male". Le domando perché li ha messi. "Per essere elegante!". In sintesi, uno di loro, fra i più giovani, confida: "Se vai in discoteca qualcosa rimedi, se vai a Messa non rimedi niente".

Rimediare in giovanilese significa: trovare una ragazza che ci sta. E poi, i ragazzi, incredibilmente, mi parlano del Santuario come di una possibile, magnifica Discoteca… "Discoteca Il Santuario", con casse al posto delle campane… e un’Ave Maria rap per ballare tutti insieme.

In effetti, anch’io c’avevo pensato. Una bella Messa, in piazza, ci vorrebbe! Magari la prossima veglia di Pasqua. Quando vado a pregare, ripenso al sogno della maxi discoteca Il Santuario…

Vedo una tavola imbandita, immensa, lunga quanto la piazza, dove tutti i giovani sono seduti. Questa volta non ci sono posti vuoti, alla mensa. Gesù Amore Misericordioso, anche se non appare alla vista, sta accanto a ciascuno.

C’è musica dappertutto. Ma non è assordante come la musica rock, o metallara.

Gesù prende il pane, recita la benedizione, lo spezza e lo dà ai ragazzi. Allora i loro occhi si aprono e Lo riconoscono (cf. Lc 24,30-31).

Si accendono le luci sulla piazza. Luci che nessuna discoteca potrà mai vantare!

Non vi sarà più notte e non avranno più bisogno di luce di lampada né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà (Ap 22,5).

Ecco la sorgente… della Luce.

Non ve ne accorgete?

Sr. Erika di Gesù

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ultimo aggiornamento 06 maggio, 2011